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C’è qualcosa al mondo capace di unire più del cibo? Penateci bene.
Tutti noi ci raccogliamo intorno ad una tavola in numerose occasioni, più o meno importanti, della nostra vita.
Il ritrovarsi per mangiare e condividere il pasto fa parte del nostro vissuto, della nostra tradizione e cultura culinaria.
Una cultura culinaria che fa dell’Italia un’eccellenza invidiata da tutto il mondo.

Il cibo è unione e condivisione.

Proprio questa carica simbolica del pasto ci ha fatto venire un’idea… un contest speciale dedicato ai cuochi cresciuti all’ombra dei campanili che abbiamo organizzato in collaborazione con Toscana Oggi: il Campanile Chef!

Come partecipare a Campanile Chef?

Entro il 18 dicembre 2019 ogni parrocchia potrà presentare i propri candidati.
Successivamente, gli chef partecipanti si sfideranno nelle diverse serate gastronomiche ospitate da metà gennaio a metà marzo 2020 nel nostro ostello.
I lettori del settimanale potranno votare la squadra dei cuochi preferita ritagliando e compilando tagliandi che saranno pubblicati su «Vita Nova» con il primo numero del 2020. Nelle fasi finali, invece, i piatti saranno giudicati da alcuni giurati.
Ogni squadra sarà chiamata a cucinare il proprio piatto forte e a confezionare un altro piatto con ingredienti suggeriti dal nostro chef Ivan Mosca, che supervisionerà l’intera competizione.

Dice il nostro don Francesco Barsotti parlando dell’iniziativa: “Anche in questo Gesù è stato maestro. Cucinare non significa soltanto dare del cibo, ma soprattutto prendersi cura di ciascuno secondo i suoi bisogni. Vista con gli occhi dei commensali, poi, a tavola non si condivide soltanto il cibo, ma anche sguardi, parole, sorrisi.
Mangiare insieme è una dimensione che apre alla comunione.
Una comunione di cui si fa esperienza sin dalla primissima infanzia, nel rapporto tra la madre e il neonato.
Messa così, mistica e mastica non appaiono poi così lontane.
E, anzi, fanno parte di uno stesso disegno. Lo sanno bene migliaia di persone che, una o più volte all’anno, si ritrovano a tavola in un oratorio parrocchiale: per festeggiare l’arrivo di un nuovo parroco o salutare il vecchio che se ne va. Per stringersi intorno ad un missionario in partenza verso terre lontane. Per ringraziare un ospite invitato a portare una testimonianza. O per mille altre ragioni. Intorno alle lunghe tavole imbandite stese lungo le sale delle comunità o, all’aperto, nei giardini e nelle «piste» degli oratori, si condividono esperienze di fede ed educative, nascono amicizie. Queste occasioni, poi, offrono anche uno spaccato sul gusto e la creatività di decine di papà e mamme che, chiamate a sfamare le bocche di adolescenti, hanno imparato tra le mura domestiche ricette originali”.

Ci sarà anche la tua parrocchia al Campanile Chef? Leggi il regolamento e compila la scheda di iscrizione!

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